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lunedì, 21 Giugno 2021 / Pubblicato il In Primo Piano, News in Home

Promozione di politiche di equità in ambito sanitario e sociale, in particolare favorendo azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, oltre 7 milioni di italiani, dai 18 ai 70 anni.

Un obiettivo importante per Fais, la Federazione delle Associazioni degli Incontinenti e Stomizzati, che per centrarlo ha stretto un’alleanza con Salutequità, laboratorio italiano per l’analisi dell’andamento e dell’attuazione delle politiche sanitarie e sociali e per la loro innovazione, sottoscrivendo un protocollo d’intesa per il rispetto del principio dell’equità.

Assieme organizzeranno iniziative per promuovere progetti su studi e analisi del settore a livello nazionale e regionale, politiche di equità in ambito sanitario e sociale per favorire azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, azioni e politiche per riaccendere i riflettori sulla necessità di “ritornare a curare tutti i pazienti non covid” lasciati indietro durante la pandemia da Covid-19, valorizzazione delle buone pratiche e trasferimento verso le istituzioni e la comunità scientifica.

“Le persone con patologie croniche vogliono di più – afferma Pier Raffaele Spena, presidente di Fais Odv –  e hanno tutti i numeri per farlo. La pandemia ha evidenziato ulteriormente criticità strutturali nel sistema come, ad esempio, le disuguaglianze regionali, la mancanza di una rete assistenziale sul territorio, l’assenza di percorsi assistenziali definiti; temi nei quali l’associazione pazienti vuole dare un contributo ed essere protagonista. Se c’è una cosa che la pandemia ci ha rivelato in questo settore è stata l’assoluta mancanza di una cabina di regia, regionale e/o nazionale, che coordinasse azioni efficaci e veloci da parte delle associazioni pazienti, da considerare particolarmente preziose soprattutto nei momenti di crisi. Le associazioni dei pazienti devono avere voce in tutto questo: hanno una profonda conoscenza dei bisogni e l’esatta percezione dei tempi necessari per agire. E in questo una marcia in più e uno stimolo maggiore all’analisi e alla proposta per gli incontinenti e stomizzati, viene proprio dalla collaborazione tra Fais OdV e Salutequità”.

“L’equità dell’accesso alle cure – ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità – è fondamentale per tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria e sociale. Prima del Covid era già evidente la diversità esistente spesso tra un territorio e l’altro e anche tra una patologia o una cronicità e l’altra, ma con Covid tutto questo si è accentuato e, anzi, si è creata una ulteriore disequità: quella tra malati Covid e non Covid. Le persone con incontinenza e stomia vivono una condizione di cronicità con necessità di un’assistenza profonda e continuativa e hanno subìto entrambi i livelli di disequità. Ora con l’accordo tra Salutequità e Fais questo sarà sotto i riflettori e la politica sarà stimolata in tutti i modi a un intervento efficace, sia dal punto di vista della tipologia di cura che dei luoghi e del personale necessario”.

A QUESTO LINK IL PROTOCOLLO D’INTESA

lunedì, 14 Giugno 2021 / Pubblicato il Report

A cura di:
Tonino Aceti, Paolo Del Bufalo, Sabrina Nardi, Maria Pia Ruggieri

L’obiettivo di questo 1° Report di Salutequità è quello di contribuire ad accendere i riflettori dei decisori e di tutti gli stakeholder sul “livello di criticità” che in questo particolare momento sta vivendo uno dei principi fondanti del nostro Servizio Sanitario Nazionale: l’Equità.

Visualizza il Report  2020 (PDF)

martedì, 01 Giugno 2021 / Pubblicato il In Primo Piano, News

Oltre un milione e 300mila ricoveri saltati, di cui più di 500mila urgenti. Radioterapia, chemioterapia, ricoveri per il tumore alla mammella, ai polmoni, al pancreas, impianto defibrillatori e pacemaker, interventi cardiochirurgici maggiori: il calo nel 2020 è tra il 10 e il 30% a seconda della prestazione. Persino i ricoveri pediatrici sono crollati fino al 50%.

E anche i trapianti di organi hanno fatto marcia indietro: -8 per cento.

Uno tsunami annunciato e certificato dal Rapporto 2021 sul Coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, snocciolato e analizzato nel Quarto Report di Salutequità, che rischia di generare un’onda lunghissima di patologie gravi e decessi.

“Abbiamo avuto anche 144,5 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali in meno, 90 milioni di prestazioni di laboratorio sempre in meno, così come 8 milioni di prestazioni di riabilitazione e 20 milioni di diagnostica – sottolinea Tonino Aceti, presidente di Salutequità, Associazione indipendente per la valutazione della qualità delle politiche per la salute –. Ma la cosa più grave è che nonostante la forte riduzione delle prestazioni erogate rispetto al 2019, circa il 67% delle risorse stanziate nel 2020 per il loro recupero non sono state spese dalle  Regioni. L’accantonamento delle risorse è stato di circa il 96% nelle Regioni meridionali e insulari, di circa il 54% al Nord e del 45% al Centro”.

“Finanziare queste misure non basta più – aggiunge Aceti -. Per rendere effettivamente esigibile il diritto alla salute in ogni angolo del Paese, serve un sistema efficiente, efficace e tempestivo sull’attuazione da parte delle Regioni delle misure volte al recupero delle prestazioni. In caso di inerzia delle Regioni è necessario prevedere l’esercizio di poteri sostitutivi da parte dello Stato, nonché inserire il recupero delle prestazioni e dell’utilizzo delle relative risorse da parte delle Regioni tra gli indicatori del Nuovo Sistema Nazionale di Garanzia dei LEA. E’ evidente a tutti che, alla luce della pandemia, indicatori nuovi come questo devono essere introdotti nel Nuovo Sistema di Garanzia, ancora purtroppo fermo ai dati del 2018”.

“Non sarebbe accettabile – conclude il presidente di Salutequità –  ritrovarci ancora una volta, a fine 2021, con un livello inadeguato di recupero delle prestazioni e di utilizzo delle relative risorse da parte delle Regioni. Per questo Salutequità è impegnata a modificare l’art. 26 del Decreto Sostegni Bis per dare concretezza e strumenti attuativi che garantiscano l’equità di accesso alle cure”.

 

A QUESTO LINK IL IV REPORT DI SALUTEQUITÀ

venerdì, 21 Maggio 2021 / Pubblicato il In Primo Piano, News in Home

Una roadmap per l’assistenza territoriale. Accesso alle cure, contrasto alle disuguaglianze e sostenibilità del sistema”. E’ questo il titolo del webinar organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) Salutequità che si è svolto giovedì 20 maggio dalle 17 alle 18:30.

Nel corso dell’incontro si è discusso della centralità dei servizi territoriali in un’ottica di equilibrio fra i diversi nodi della rete assistenziale, la cui necessità è emersa con forza durante l’emergenza sanitaria in corso. La mancanza di un sistema di assistenza territoriale adeguato non è solo responsabile di una ridotta capacità di gestione della pandemia da Covid-19, ma è soprattutto una grande assenza in un sistema sanitario che sia in grado di prendere in carico concretamente i bisogni di salute della popolazione.

Infatti, accanto alle problematiche legate alla gestione dei pazienti contagiati, l’epidemia ha avuto effetti importanti anche sulla prevenzione, sull’accesso alle cure e sul trattamento dei pazienti non-Covid, con conseguenze significative sulla salute dei cittadini e sull’organizzazione del sistema sanitario, che potrebbero protrarsi nel medio-lungo termine. Il webinar è stato l’occasione per affrontare i nodi ancora da sciogliere per delineare una roadmap in grado di intercettare le risorse presenti e future e i bisogni di cura oltre l’ospedale, insieme ad alcuni degli attori più importanti del sistema sanitario nazionale.

Dopo l’apertura e l’introduzione affidate al presidente I-Com Stefano da Empoli e al presidente di Salutequità Tonino Aceti (A QUESTO LINK LA PRESENTAZIONE DI TONINO ACETI), è intervenuto il capo Segreteria Tecnica del Ministro della Salute Stefano Lorusso. L’iniziativa è proseguita poi con un panel dedicato a “La parola a cittadini e professionisti” che ha ospitato: il presidente FNOMCeO Filippo Anelli, il segretario generale F.A.V.O. Elisabetta Iannelli, il segretario generale di Cittadinanzattiva Annalisa Mandorino, il presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli e il presidente di UNIAMO FINMR Onlus Annalisa Scopinaro.

L’evento si è concluso con il panel su “Il punto di vista dei media” in cui si sono confrontati il vice caposervizio del Sole 24 ore Marzio Bartoloni e il direttore responsabile di Quotidiano Sanità Cesare Fassari.

Hanno coordinato l’iniziativa il giornalista e consigliere di Salutequità Paolo Del Bufalo e il direttore dell’Area Innovazione I-Com Eleonora Mazzoni.

A QUESTO LINK IL VIDEO COMPLETO DEL WEBINAR

A QUESTO LINK IL DOCUMENTO DI BACKROUND SALUTEQUITA’-I-COM

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