REPORT

Diritti dei pazienti al palo da 4,5 anni, nuovi Lea solo sulla carta e risultati da Regione a Regione con un’assistenza lungo l’Italia di serie A e una di serie B.

La causa è la mancata emanazione del Decreto di fissazione delle tariffe dei nuovi LEA che doveva avvenire 3,5 anni fa, come previsto dalla L. di Bilancio 2018 che fissava il termine al 28 febbraio 2018. Anche l’ultimo Patto per la Salute prevede tra i primi impegni l’approvazione del Decreto Tariffe, senza il quale non possono entrare in vigore i nuovi Nomenclatori dell’assistenza protesica e della specialistica ambulatoriale, con effetti anche sull’equità di accesso alle cure.

A QUESTO LINK IL V REPORT SALUTEQUITA’

Il 4° Report “Le cure mancate nel 2020” rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Salutequità volto ad aumentare il livello di
attenzione pubblica sul tema dell’assistenza garantita ai pazienti non Covid-19 che nel corso della pandemia (2020-2021) si sono
scontrati con una difficoltà di accesso alle cure senza precedenti.
Il Report si inserisce all’interno dell’”Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”, attivato da
Salutequità per dimensionare costantemente il fenomeno e offrire alle istituzioni e a tutti gli altri stakeholder un quadro costante e
aggiornato delle principali evidenze, nonché per stimolare interventi normativi volti a introdurre azioni di miglioramento.

A QUESTO LINK IL IV REPORT SALUTEQUITA’

Il Report n. 3 di Salutequità “Trasparenza e accesso ai dati sullo stato  dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”, in continuità con i precedenti,  intende mantenere accesi i riflettori sullo stato dell’assistenza garantita ai  pazienti NON Covid-19, in molti casi lasciati indietro dal Servizio Sanitario  Nazionale nel 2020 e 2021, perché prevalentemente orientato al Covid-19.
Salutequità con questo report attiva ufficialmente il suo “Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”.

A QUESTO LINK IL 3° REPORT DI SALUTEQUITA’

“Il PNRR riserva alla missione Salute una cifra insufficiente a garantire la vera “svolta” che servirebbe per il nostro SSN, per il suo rilancio, soprattutto in vista di eventuali altri episodi pandemici che potranno verificarsi nei prossimi anni e che non dovranno più mettere in “pausa” le altre patologie com’è accaduto con il Covid. Le risorse destinate alla sanità passano da 15 MLD, cifra certificata dal Governo come già disponibile nella prima versione di Recovery Plan, a 19,7 MLD. Nessun raddoppio quindi, ma lo spostamento da una parte all’altra di risorse già presenti nella precedente versione del Recovery Plan e un’aggiunta di 4,7 MLD – dichiara Tonino Aceti Presidente di SALUTEQUITÀAssociazione indipendente per la valutazione della qualità delle politiche per la salute, nel secondo Report dell’Associazione, dedicato al PNRR e appena pubblicato – I 19,7 miliardi  restituiscono al Servizio Sanitario Pubblico solo la metà dei circa 40 miliardi di euro di mancati incrementi subiti dal fondo sanitario negli ultimi dieci anni per garantire il famoso equilibrio di finanza pubblica richiesto dalle diverse manovre che si sono succedute negli anni. Un rifinanziamento, in parte, di alcune voci fino a oggi sottostimate e lasciate alla spesa privata, non un investimento per un nuovo modello”.

A QUESTO LINK IL 2° REPORT DI SALUTEQUITA’

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