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mercoledì, 23 Giugno 2021 / Pubblicato il Report

Il Report n. 3 di Salutequità “Trasparenza e accesso ai dati sullo stato  dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”, in continuità con i precedenti,  intende mantenere accesi i riflettori sullo stato dell’assistenza garantita ai  pazienti NON Covid-19, in molti casi lasciati indietro dal Servizio Sanitario  Nazionale nel 2020 e 2021, perché prevalentemente orientato al Covid-19.
Salutequità con questo report attiva ufficialmente il suo “Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”.

A QUESTO LINK IL 3° REPORT DI SALUTEQUITA’

mercoledì, 23 Giugno 2021 / Pubblicato il Progetti

Sin dalla sua nascita Salutequità ha concentrato la sua attenzione sul tema delle cure mancate in corso di pandemia (link al rapporto http://salutequita.it/cure-mancate-report-iv/), in particolare per i malati cronici ed ha concentrato il suo impegno affinchè le istituzioni mettano in atto un “Piano nazionale di rientro del SSN dei pazienti non Covid”.

Per tenere alta l’attenzione sul tema ha attivato l’Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19 attraverso il quale ha rilevato e denunciato che l’accesso alle cure è stato notevolmente impattato: nel 2020 ci sono state 144,5 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali in meno, 90 milioni di prestazioni di laboratorio sempre in meno, così come 8 milioni di prestazioni di riabilitazione e 20 milioni di diagnostica.

La pandemia, d’altro canto, ha anche mostrato alcune semplificazioni nel percorso di cura delle persone con malattie croniche che meglio rispondono alle necessità di pazienti e familiari.

Da qui il progetto promosso da Salutequità che si concentra su una priorità nelle priorità presenti e future, in un momento in cui grandi cambiamenti sono necessari e previsti anche dal quadro politico-economico: il rilancio e l’ammodernamento delle politiche per la cronicità, unitamente al rientro dei pazienti non Covid nel SSN.

Il progetto è un percorso a tappe, che parte da evidenze e vede nel confronto con gli stakeholders attori del cambiamento, la costruzione di proposte per rilanciare, ammodernare e integrare la strategia del Piano nazionale delle cronicità. I risultati del percorso saranno presentati entro la fine del 2021.

Per maggiori informazioni, condivisioni di materiali utili, comunicazioni: segreteria.salutequita@gmail.com

 

Con il contributo non condizionato di:

 

                 

 

 

 

                                   

 

 

 

 

 

martedì, 22 Giugno 2021 / Pubblicato il Report

“Il PNRR riserva alla missione Salute una cifra insufficiente a garantire la vera “svolta” che servirebbe per il nostro SSN, per il suo rilancio, soprattutto in vista di eventuali altri episodi pandemici che potranno verificarsi nei prossimi anni e che non dovranno più mettere in “pausa” le altre patologie com’è accaduto con il Covid. Le risorse destinate alla sanità passano da 15 MLD, cifra certificata dal Governo come già disponibile nella prima versione di Recovery Plan, a 19,7 MLD. Nessun raddoppio quindi, ma lo spostamento da una parte all’altra di risorse già presenti nella precedente versione del Recovery Plan e un’aggiunta di 4,7 MLD – dichiara Tonino Aceti Presidente di SALUTEQUITÀAssociazione indipendente per la valutazione della qualità delle politiche per la salute, nel secondo Report dell’Associazione, dedicato al PNRR e appena pubblicato – I 19,7 miliardi  restituiscono al Servizio Sanitario Pubblico solo la metà dei circa 40 miliardi di euro di mancati incrementi subiti dal fondo sanitario negli ultimi dieci anni per garantire il famoso equilibrio di finanza pubblica richiesto dalle diverse manovre che si sono succedute negli anni. Un rifinanziamento, in parte, di alcune voci fino a oggi sottostimate e lasciate alla spesa privata, non un investimento per un nuovo modello”.

A QUESTO LINK IL 2° REPORT DI SALUTEQUITA’

lunedì, 21 Giugno 2021 / Pubblicato il In Primo Piano, News in Home

Promozione di politiche di equità in ambito sanitario e sociale, in particolare favorendo azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, oltre 7 milioni di italiani, dai 18 ai 70 anni.

Un obiettivo importante per Fais, la Federazione delle Associazioni degli Incontinenti e Stomizzati, che per centrarlo ha stretto un’alleanza con Salutequità, laboratorio italiano per l’analisi dell’andamento e dell’attuazione delle politiche sanitarie e sociali e per la loro innovazione, sottoscrivendo un protocollo d’intesa per il rispetto del principio dell’equità.

Assieme organizzeranno iniziative per promuovere progetti su studi e analisi del settore a livello nazionale e regionale, politiche di equità in ambito sanitario e sociale per favorire azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, azioni e politiche per riaccendere i riflettori sulla necessità di “ritornare a curare tutti i pazienti non covid” lasciati indietro durante la pandemia da Covid-19, valorizzazione delle buone pratiche e trasferimento verso le istituzioni e la comunità scientifica.

“Le persone con patologie croniche vogliono di più – afferma Pier Raffaele Spena, presidente di Fais Odv –  e hanno tutti i numeri per farlo. La pandemia ha evidenziato ulteriormente criticità strutturali nel sistema come, ad esempio, le disuguaglianze regionali, la mancanza di una rete assistenziale sul territorio, l’assenza di percorsi assistenziali definiti; temi nei quali l’associazione pazienti vuole dare un contributo ed essere protagonista. Se c’è una cosa che la pandemia ci ha rivelato in questo settore è stata l’assoluta mancanza di una cabina di regia, regionale e/o nazionale, che coordinasse azioni efficaci e veloci da parte delle associazioni pazienti, da considerare particolarmente preziose soprattutto nei momenti di crisi. Le associazioni dei pazienti devono avere voce in tutto questo: hanno una profonda conoscenza dei bisogni e l’esatta percezione dei tempi necessari per agire. E in questo una marcia in più e uno stimolo maggiore all’analisi e alla proposta per gli incontinenti e stomizzati, viene proprio dalla collaborazione tra Fais OdV e Salutequità”.

“L’equità dell’accesso alle cure – ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità – è fondamentale per tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria e sociale. Prima del Covid era già evidente la diversità esistente spesso tra un territorio e l’altro e anche tra una patologia o una cronicità e l’altra, ma con Covid tutto questo si è accentuato e, anzi, si è creata una ulteriore disequità: quella tra malati Covid e non Covid. Le persone con incontinenza e stomia vivono una condizione di cronicità con necessità di un’assistenza profonda e continuativa e hanno subìto entrambi i livelli di disequità. Ora con l’accordo tra Salutequità e Fais questo sarà sotto i riflettori e la politica sarà stimolata in tutti i modi a un intervento efficace, sia dal punto di vista della tipologia di cura che dei luoghi e del personale necessario”.

A QUESTO LINK IL PROTOCOLLO D’INTESA

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